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martedì 9 settembre 2008

Oggi, 9 Settembre...

Qualcuno mi dice che sono bravo a scrivere, non so. Non mi sono mai sentito uno scrittore, ma oggi sono 10 anni che Lucio Battisti non è più tra noi e qualcosa mi andava di scriverlo.

Probabilmente conta più per uno che come me si ricorda ancora "Acqua Azzurra, Acqua Chiara" e tante altre che uscivano dalla radio a onde medie della Fiat 850 del papà e per tutte le persone che hanno avuto la fortuna di vederlo giovane almeno alla TV, in bianco e nero, presentare i suoi pezzi musicalmente innovativi con i testi, fortemente ispirati e privi di retorica, di Mogol.

E mi immagino i ragazzini di allora, seduti sulle loro Vespe 50 ad ascoltare una radiolina, un mangiadischi a batteria o un amico dotato di chitarra ripetendo le parole delle canzoni in ogni parte di Italia e sentirsi gli interpreti magari complicati e sofferenti delle canzoni di Lucio.

Quando Lucio se ne andato abbiamo pensato sempre al Battisti giovane, quello delle esibizioni in bianco e nero,  ma in realtà lui se ne era andato da quasi 20 anni, dopo il suo gran rifiuto verso le apparizioni pubbliche, i suoi fans e lo stesso amico che gli aveva consegnato testi così intensi da unire alla sua musica superiore. Così quando lui se ne andato a 55 anni, in realtà pensavamo solo a quel Battisti che ha accompagnato la gioventù di tantissima gente e non a quello che viveva come un fantasma, pubblicando (ai più) incomprensibili album di musica elettronica. E così la notizia improvvisa forse ci ha fatto ancora più male.

Battisti ha attraversato, come la Vespa, una fase significativa della Storia di Italia e degli italiani e come la Vespa ne è diventata un'icona eterna. Libertà, Amore, Spensieratezza.
Non sarà mai dimenticato, resta la Musica, i Pensieri e le Parole.

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