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domenica 24 novembre 2013

I conti della serva - Quando conviene e quando no restaurare una Vespa

"La Vespa è il veicolo a due ruote prodotto nel mondo nel maggior numero di esemplari. Le quotazioni dei vari modelli, anche dei più vecchi, sono quindi piuttosto contenute, a parte due versioni dei primissimi anni cinquanta, care e "introvabili" proprio perchè prodotte in numero limitati di esemplari. Si tratta della "Sport" costruita in circa 100 unità, e la "Sei Giorni", 300 unità. Già la prima Vespa 98 era assai più diffusa, 2.000 esemplari della 1a serie e 16.000 della 2a serie. Tutte le altre serie sono state fabbricate in decine o addirittura centinaia di migliaia di esemplari e sono pertanto abbastanza facili da reperire nei vari mercati o da singoli privati.In ogni caso, si tenga conto che per la gran parte dei modelli il costo di un restauro accurato supera ampiamente il valore commerciale del veicolo, per cui la decisione di affrontare la spesa va considerata solo per interesse personale e gusto collezionistico."

Questo brano tratto dal fascicolo allegato a "Ruoteclassiche" del luglio/agosto del 1993 illustra bene come era la situazione del collezionismo Vespistico "pre-boom", quando per una ET3 bastavano 300mila lire di allora e per una Rally 200 conservata in ottime condizioni o per una onesta farobasso VM1-VM2 completa bastava un milione o poco più. A volte le persone ti pregavano per portare via il "vecchio scassone" gratis. Con valori di mercato del genere, affrontare un restauro era davvero per pura passione, considerando anche che a quel tempo i venditori di ricambi in Italia si contavano sulle dita di una mano, forse due e gli scooter di plastica Yahama e Honda imperversavano lungo la penisola.

Poi dal 2000 circa in poi, si è assistito a quella che credo sia inutile ricordare, grazie ai soliti ricorsi storici una corsa ad accaparrarsi ogni modello di Vespa che si poteva, inizialmente addirittura alcune volte venivano cedute gratis facendo la fortuna di qualche appassionato, poi però subentrando i commercianti che avevano fiutato l'affare e di gente che nella Vespa ci vedeva un puro fenomeno di tendenza come poteva essere uno Swatch o un Iphone tutto ha assunto i contorni della mania cieca e della speculazione selvaggia, anche quando obbiettivamente il modello era parecchio malandato o non c'era il valore intrinseco. Le quotazioni erano semplicemente una continua escalation di quello che quotidianamente appariva sui siti di annunci, anche se i modelli proposti erano letteralmente centinaia e molti dello stesso tipo con le spesso assurde richieste economiche dei venditori prese furbamente come valore di mercato e ogni settimana ulteriormente rialzate. E quando uno per sbaglio metteva in vendita un esemplare a prezzo "giusto" veniva subissato di decine di telefonate a qualsiasi ora del giorno e della notte, con la conseguenza ovvia che il tale poi ne faceva una specie di asta a chi offriva di più!

Questa situazione è stata favorita sicuramente anche dal compratore straniero sempre carico di soldi che nei mercatini ne portava via letteralmente a carrettate, sia dalla cecità degli appassionati che dovevano avere ad ogni costo l'oggetto del desiderio.

Quante volte ho letto sulle pagine dei forum di gente che presa dall'ansia di possesso asseriva che "Di Vespa non ce ne sono quasi più!! Bisogna comprarle senza fare tante storie!!!" oppure gente che comprava a prezzi altissimi, assolutamente ingiustificati e poi ne spendeva altrettanti per restaurare l'esemplare in questione (spesso pure male) e magari una volta che si stancava pretendeva anche con una certa supponenza di rivenderla al prezzo di acquisto + il prezzo del restauro + un certo margine!!! Per non parlare poi della lunghissima diatriba sui mezzi senza documenti e targhe, su cui molti si sono accaniti quando ormai le quotazioni dei modelli anche solo radiati d'ufficio avevano raggiunto cifre improponibili scontrandosi inevitabilmente con la famigerata burocrazia italiana che addirittura per alcuni anni ha anche impedito il tentativo di riportare in strada l'esemplare demolito, con conseguente abbandono da parte dell'appassionato che lo rimetteva in vendita, naturalmente sempre a prezzi proibitivi perchè ovviamente nessuno voleva rimetterci e perchè "tanto uno che me la compra al prezzo che interessa a me si trova sempre".

Poi le cose sono in parte cambiate, soprattutto dal 2008 in poi, anno in cui la crisi che attraversa questo paese si è evidenziata sempre più drammaticamente. A questo si può aggiungere che sul mercato ci sono rimaste sempre meno Vespa interessanti da restaurare e quello che è rimasto sono spesso modelli in stati pietosi e spessissimo senza documenti, mentre nulla è cambiato per i modelli più rari o ricercati, quelli costavano prima e costano anche adesso, solo ci sono meno persone disposte a sborsare quelle cifre. Molti adesso in mancanza cronica di pecunia chiedono di fare dei cambi con altri mezzi, perchè è noto che prima o poi il collezionista, stanco di mercati sempre più drogati, si orizzonta su altri mezzi magari meno soggetti a speculazione.

Al momento di adesso, se uno vuole comprare una Vespa senza più spendere una fortuna, i modelli che più hanno subito i maggiori cali, anche se molti vedo continuano ad illudersi di essere nel 2007 o ancora prima, sono in ordine di valore minimo: le PK, le Vespa 50 alla pari dei PX125-150 e poi le varie panciute con ruota da 8" anni '50-'60, ovvero VNA, VNB, VBA, VBB. Tutte le altre, salvo rare eccezioni, come ho detto prima si sono mantenute con valori stabilmente sull'alto, almeno per ora.

Il discorso che andrò a fare adesso soprattutto si concentrerà su questi modelli, ma potrebbe valere anche per gli altri.

Ormai come si dice, ci vuole un sentimento di "consumo ragionato" perchè finita l'ondata della follia per la Vespa, i semplici conti della serva sono quelli che determinano se vale la pena o no restaurare una certa Vespa anche a seconda delle condizioni in cui viene trovata.

Partiamo da alcuni punti fermi:

- I modelli descritti come recitava l'inserto citato sopra sono ancora presenti in decine e decine di esemplari sul mercato e hanno medio, poco o nessun valore intrinseco, quindi se si restaura per il valore affettivo perchè era la Vespa del nonnino che vi pagava il gelato da piccoli o perchè è la vostra fedele due ruote da quando da ragazzi ci andavate a Rimini a cuccare le gnocche in spiaggia...e soprattutto perchè essendo di famiglia non le avete dovute comprare, qualsiasi spesa può essere giustificata, diversamente per ogni altra ragione potete fermarvi pure qui. Meglio orizzontarsi allora su modelli conservati o già restaurati (meglio i primi che i secondi)

- Ammesso che vogliate andare comunque avanti (sempre che non riusciate a fare tutto da soli) la carrozzeria è la prima parte importante da considerare del budget da mettere a disposizione. Ormai la spesa media per un BUON lavoro è di 800 € per una small e 1000 € e anche di più per una large, fino ad arrivare a cifre da 1600/1700 € per modelli rari da realizzare con trattamenti particolari come le Bacchetta e le GS150. Naturalmente poi parliamo di costi per modelli non rari in cui la carrozzeria non è disastrata (e purtroppo ormai ce ne sono sempre meno) il che renderebbe un suicidio economico andare avanti nel restauro di un mezzo per motivi non affettivi.

- Poi bisogna considerare l'altra consistente  parte del budget da stanziare, ovvero quella dei ricambi. Una regola d'oro che vale per ogni mezzo d'epoca recita che più l'esemplare da restaurare è completo, meno ci sarà da spendere alla fine perchè è noto che i pezzi singoli da recuperare alla fine sopravanzano di gran lunga il valore dell'intero. Nel caso di Vespa 50, PX e le 8" 125/150 i ricambi si trovano praticamente dappertutto, sia di mediocre che di media o buona qualità, sia nuovi che di recupero. Nel caso del PK invece, non essendo mai stata una Vespa da collezione anche a causa del poco interesse dimostrato le parti riprodotte sono poche e per certi particolari si deve solo sperare in qualche fondo di magazzino di parti originali Piaggio.

Va da sè che già così, le PK sono ASSOLUTAMENTE antieconomiche nell'essere restaurate, a ruota vengono tutte le altre. Tanto è vero che parlando a titolo personale, quando qualcuno mi chiede un preventivo per una Vespa 50 o un PX sinceramente taglio corto chiedendo prima il budget a disposizione. Molta gente ci rimaneva male nel sentire arrivare cifre comprese tra i 1500 e i 1800 € per una small e tra i 2500 e i 3000 € per un PX o una large con ruota da 8" e pure io sinceramente non che avessi molta voglia di fare inutili calcoli...i lavori da eseguire sono standard e tra i vari modelli, soprattutto questi, non ci sono differenze abissali.

Concludendo, restauri di questi tipi di Vespa, aldilà delle implicazioni personali, sono logici solo se la Vespa ve la trattate completamente da soli e se ve la regalano o quasi. Altrimenti si vanno a spendere cifre sempre superiori ormai ad esemplari già restaurati o anche conservati, che di solito hanno egualmente quotazioni molto alte.

Oppure, bisogna non cedere alla tentazione di avere l'oggetto del desiderio ad ogni costo e fare due conti in tasca anche a chi vi vende il mezzo! Ci sarà sempre dietro l'angolo un'altra Vespa più meritoria e meno difficile da riportare in strada.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve io sono un grande appassionato di vespe lambrette e moto d epoca,fin da piccolo dall eta di 15 anni ho sempre acquistato con l'appoggio di mio padre moto e scooter d'epoca sfruttando quel famoso periodo anni 80-90,quando si trovavano le faro basso a 250 mila lire e in 20 anni mi sono creato una mia collezione personale con 50 esemplari tra mv Agusta ,Gilera ,Guzzi falcone, Airone,Benelli leoncino,Bianchi 175,poi una serie di ciclomotori Motom a bacchetta,c,gg,51Benelli,Garelli,Beta,Malanca tutti anni 50-60,moto da cross Aspes e Swm,ma soprattutto mi sono indirizzato sulle due mitiche.... la Vespa e la Lambretta di cui dispongo 10 lambrette dall A alla Li 3 serie e 22 vespe ben conservate praticamente ho quasi tutti i modelli mi manca solo la 98.Ho saputo sfruttare il momento favorevole disponendo di ampi locali.Ho pure creato una mia officina completissima con banco sollevatore moto,armadio utensili beta,compressori,trapano a colonna, tantissimi estrattori e chiavi specifiche per i modelli di cui dispongo,tutti rigorosamente dell epoca,un reparto verniciatura e una zona sabbiatura inoltre ho un magazzino ricambi molto fornito con piu di 100 carburatori a trombetta ,parafanghi,sterzi,accessori vari e 15 telai per vespa,lambretta tutti originali dell epoca,perche io sono un convinto appassionato del conservato e dei pezzi originali.Non condivido i restauri con ricambi indiani,meglio cercare il pezzo con pazienza e montarlo per come è, originale.Restaurandomi tutto io mi occupo pure della parte meccanica. Oggi all età di 35 anni penso di avere trasformato la mia passione in un grande investimento.la sensazione che si prova a possedere tante vespe e stupendo.Ormai ritengo che veri affari non se ne fanno più,le vespe rimaste in circolazione sono in pessimo stato,i pezzi restaurati sono tutti rifatti con ricambi di scarsa qualità,quindi ormai chi ha qualcosa d 'epoca ha un tesoro e non credo proprio che i prezzi possano scendere,basta andare a vedere gli annunci su internet per capirlo,per non parlare delle cifre proibitive dei mercatini.Ormai è giunta l' epoca che aspettavo dove non si trova piu nulla.saluti

Largo Ciospe Francesco ha detto...

Ciao, grazie per avere scritto. Eh si, fortunato chi ha cominciato in tempi non sospetti...! Ha avuto a disposizione tanti esemplari e parti a prezzi molto più che ragionevoli. Io mi sono da sempre fissato una quota: massimo 700 €, non un euro di più. Per questo da molti anni non mi sbatto più a cercare l'ennesimo PX125 che pareva essere l'ultima spiaggia a questi prezzi ma non mi sento in ansia se non ho un farobasso o una Rally 200. I pezzi indiani sono venuti alla ribalta proprio per questa speculazione selvaggia anche sui ricambi che c'e', perchè i prezzi industriali dei ricambi di qualità li conosco bene e so che è così e un pò per altra speculazione, su chi tutti questi soldi non ne ha, un pò per permettere a molti almeno di completare i restauri, che spesso però poi quando ci si stufa e si vuole monetizzare sono spacciati per costosissime opere d'arte o quasi. E non credere, anche io combatto con persone che vogliono il meglio senza "pagare dazio"...il mondo è pieno di furbi, comprano l'esemplare impegnativo e poi piangono sul conto spese. La Vespa è passione, ma non è companatico, non è indispensabile per vivere...
;-). Concordo anche io con la tua visione, ormai ci sono rimasti solo i fondi di bottiglia e stiamo già passando al Ri-Restauro (la prossima Vespa restaurata che pubblicherò qui sopra sarà sicuramente una di queste) venendo da un precedente lavoro mediocre. PS - di dove sei? Ciao F.