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giovedì 11 dicembre 2014

Restauro Vespa 125 VN2 1956

Questo è il mio terzo restauro di una farobasso dopo quello fatto già diversi anni fa (200x) su una VM1 conservata. La Vespa proviene dalla Svizzera e mi è stata portata già smontata, con alcune parti già (malamente) verniciate e non in un buon aspetto generale.







Come quasi sempre accade in questi casi, si passa tutto alla sabbiatura...che non ha fatto altro che evidenziare il pessimo stato della carrozzeria, che in passato aveva evidentemente subito un grosso incidente tanto da apparire piegata sul lato destro, avere un grosso avvallamento nella parte della centrale della pedana sotto il naso e ad avere il naso frontale stesso deformato e riempito con stucco metallico.









Il lavoro di carrozzeria quindi è stato decisamente più impegnativo del solito e ha comportato una messa in dima per recuperare ben 5 cm. di chiusura telaio (con tanto di piega sulla curva del tunnel)











Nel mentre che la carrozzeria andava per il suo corso, mi sono occupato come sempre del rifacimento del motore.













Modifica al filtro aria (da VM1/2) per permettere l'utilizzo del comando starter a cavo, invece che a filo d'acciaio rigido.

















Due particolarità poco evidenti della VN2, la mancanza del foro del ribattino per la guarnizione pancia motore e la presenza di due soli gommini di battuta per lo sportellino carburatore invece dei soliti 4.







Particolari del rubinetto "semplice" originale della VN2, privo del decantatore.















Contachilometri originale Veglia Borletti, originalmente optional.



Ed ecco il risultato finale! NB - Leva di avviamento e ammortizzatore anteriore non sono originali per precisa scelta del proprietario che non voleva sostituirli.

















4 commenti:

Mark Rossi ha detto...

Ma sbaglio o non hai rizincato l'ammortizzatore posteriore

Largo Ciospe Francesco ha detto...

In realtà poi avevi scritto anteriore. No, se la zincatura originale è ancora decente preferisco la semplice spazzolatura. La zincatura, che rende il pezzo "troppo finto nuovo" la riservo solo nel caso di corrosione grave esterna ed impossibilità almeno di mantenere l'aspetto originale del l'ammortizzatore. Se guardi altri miei restauri simili non è la prima volta che faccio questo trattamento. Gli ammortizzatori sono stati comunque entrambi revisionati. In quello posteriore mancava la molla che ho messo io, a parte.

auro ha detto...

bel lavoro Francesco!

ne approfitto per una domanda: la mia '52 in frenata, specie in discesa, vibra forte e 'saltella' su e giù sull'anteriore... sarà l'ammortizzatore morto?

grazie

Largo Ciospe Francesco ha detto...

E'sicuramente un insieme di cose...se vai a pacco con la molla e l'ammortizzatore non lavora, tutte le vibrazioni derivate dall'irregolarità della strada e le eventuali ovalizzazioni del tamburo si trasmetteranno direttamente allo sterzo, di più in discesa perè il peso punta tutto là sopra.